Delibera n. 68 del 21 luglio 2010
OGGETTO: domanda
di autorizzazione all’esercizio di attività socio-sanitarie (LR.
22/2002) per l’aumento dei posti da 5 a 7 della Sezione Stati
Vegetativi Permanenti, presso il Centro Servizi “Cav. Giuseppe
Sabbione”, già autorizzato con il decreto 319/29.09.2009.
Il Consiglio di Amministrazione
Premesso.
Il decreto del Dirigente Regionale
della Direzione Piani e Programma Socio-Sanitari n. 91 del 2 luglio
2010 ha attivato ulteriori 2 posti letto nella Sezione per Persone
in stato vegetativo e minimamente responsivo, a seguito dell’azione
avviata nel marzo 2009 da questa Istituzione verso l’Azienda ULSS n.
8 affinché chiedesse l’aumento dei posti disponibili. Rilevata la
disponibilità di due nuovi posti per l’intera ULSS n. 8 la scelta
del Direttore Generale, comunicata alla Conferenza dei Sindaci, è
stata a novembre 2009 di collocarli entrambi presso una delle due
Sezioni di questa ULSS, per l’appunto quella gestita dalle Opere Pie
d’Onigo. Gli atti sia delle Opere Pie d’Onigo che dell’Azienda
U.L.SS. n. 8 che della Regione, così riassunti, sono disponibili e
conservati a fascicolo.
Per i primi 5 posti l’autorizzazione
all’esercizio ai sensi della
L.R. 22/2002 e della DGR 84/2007è
stata già ottenuta con il decreto
n. 319 del 29 settembre 2009.
Con voti unanimi, dati in forma
palese, acquisito il parere favorevole del Segretario Direttore,
D E L I B E R A
L’I.P.A.B. Opere Pie d’Onigo procede
a chiedere l’estensione dell’autorizzazione all’esercizio per
aumento dei posti da 5 a 7 della Sezione per Persone in stato
vegetativo e minimamente responsivo, ubicata presso il Centro “Cav.
Giuseppe Sabbione” e poi alla domanda di accreditamento, ai sensi
della L.R. 22/2002 e della DGR
84/2007.
Si allega la relazione funzionale
del Servizio.
OPERE PIE
D’ONIGO
Nucleo Sirio
per Persone in
Stato Vegetativo e Minimamente Responsivo
Pederobba (TV) 31040
Via Al
Donatore di sangue, 1
14 luglio 2010
Domanda di autorizzazione
all’esercizio ex L.R. 22/2002 per l’aumento dei posti da 5 a 7, a
seguito del decreto del Dirigente Regionale Piani e Programmi
Socio-Sanitari n. 91 del 2 luglio 2010
Relazione di presentazione della
Sezione
Infermiera Capo Sala Coordinatrice Marta Bottega
Infermiera Responsabile della Sezione Michela Bordin
Pederobba, 14 luglio 2010
NUCLEO PER PERSONE IN STATO
VEGETATIVO E MINIMA RESPONSIVITA’
PRESSO LE OPERE PIE D’ONIGO IN
PEDEROBBA (TV)
L’Istituzione Pubblica “Opere Pie
d’Onigo” opera in Pederobba nel campo delle gravi neurolesioni già
dal 2001.
E’ stata costituita una Sezione che
accoglie Persone adulte che versano in severa alterazione dello
stato di coscienza: stato vegetativo, locked in, stato di minima
responsività.
Sono autorizzati dalla Regione 5
posti con il decreto n. 492/2002, ma ci si è dedicati nel corso di
questi 8 anni alla cura di molti altri casi, essendo 30 le Persone
che sono state accolte nella Sezione.
E’ stata destinata ed attrezzata
un’ala del Centro Servizi in grado di accogliere 14 Persone in stato
vegetativo e minima responsività, distinta e separata dalla restante
parte della Struttura.
Il decreto del Dirigente
Regionale della Direzione Piani e Programma Socio-Sanitari n. 91 del
2 luglio 2010 ha attivato ulteriori 2 posti letto nella Sezione.
Questa relazione supporta la
domanda di autorizzazione relativa avanzata ai sensi della Legge
Regionale n. 22/2002 volta ad ottenere il rilascio
dell’autorizzazione all’esercizio per detti 2 nuovi posti.
LA CURA che si offre si svolge nei
tre ambiti, che sono:
1)
cura della
persona, ovvero
igiene personale accurata, variazioni posturali
puntuali, tenuta dignitosa della sua unità di degenza: letto,
comodino, armadio, supporti vari, oggetti personali (foto, quadri,
soprammobili, ecc.), capi di abbigliamento, radio, televisore;
2)
assistenza
sanitaria
attraverso:
a) il Medico curante presente
sei giorni a settimana per un orario complessivo di 9 ore a fronte
di 5 Pazienti riconosciuti (a fronte di un orario dovuto ex DGR
702/2001 di 7,5 ore) al dì, e reperibile comunque dalle 8.00 alle
20.00;
b) Medici specialisti ospedalieri
per consulenze in loco (dietologo, geriatra, anestesista,
otorinolaringoiatra, dentista, fisiatra, endoscopista);
c) Fisiatra/Neurologo
si tratta del dr Giannettore
Bertagnoni Primario del Centro ospedaliero San Bortolo di Vicenza,
quale consulente proprio dell’Ente, che interviene e visita gli
Ospiti degenti una volta al mese, consiglia e applica terapie di
ultima generazione, sia strettamente mediche che riabilitative,
tiene colloqui con i familiari, istruisce il Personale;
d) Infermieri, la cui
presenza è nelle 24 ore, collaborano con le altre figure sanitarie
nella realizzazione del processo diagnostico – terapeutico,
intrattenendo relazioni quotidiane con i Familiari, aspetto questo
di primaria importanza del quale si parlerà in seguito, partecipano
alla realizzazione dei P.A.I.;
e) Riabilitatori, attraverso
le figure specifiche del fisioterapista e del logopedista; il primo
è presente ogni dì per 15 ore la settimana, dando interventi
intensivi di riabilitazione; il secondo è presente 4 giorni la
settimana per 2 ore al giorno, oltre agli interventi diretti sulla
persona si occupa dell’utilizzo degli ausili per la comunicazione;
entrambi i professionisti propongono i test specifici di valutazione
ai Signori ospiti, partecipano alla realizzazione dei P.A.I.,
coinvolgono i Signori ospiti in attività di gruppo;
f) Psicologo, si occupa della
presa in carico della persona ospite e della sua famiglia, partecipa
alla realizzazione dei P.A.I.;
g) Educatrice, partecipa
attivamente al progetto individuale in collaborazione con gli altri
professionisti, cura in particolare aspetti di intrattenimento
ludico e di coinvolgimento in piccoli gruppi;
h) Assistente sociale;
i) Infermiera responsabile di
Nucleo;
3)
presa in carico
allargata persona Degente/Famiglia,
questo è l’aspetto più delicato e difficile del lavoro, di cui si
occupa in modo particolare l’Infermiere attraverso colloqui
quotidiani (anche più volte al giorno), organizzazione di
momenti di festa con il proprio caro (esempio compleanno),
organizzazione di uscite, rientri a casa con mezzi adeguati e
in totale autonomia (con un mezzo attrezzato dell’Ente messo a
disposizione), supporto nella richiesta e ottenimento dei presidi
ed ausili specifici per il miglioramento della qualità
della vita (educazione rispetto all’opportunità di disporre di
questi mezzi), ascolto, in modo particolare, delle difficoltà
dei familiari e controllo delle reazioni inconsulte che
trovano sfogo nel nucleo, anche se dovute a fattori esterni.
La restante parte del fascicolo
illustra i contenuti del Servizio.
REPARTO PER L’ACCOGLIENZA DI
PERSONE IN STATO VEGETATIVO
L’I.P.A.B. Opere Pie d’Onigo porta
avanti dal 1 luglio 2002 una sezione che accoglie Persone in stato
vegetativo, con una unità operativa di cinque posti letto.
L’ input è stato dato dalla delibera
della Giunta regionale del Veneto del 23 marzo del 2001, n. 702;
questa delibera ha lo scopo di costituire una rete di assistenza
residenziale per persone in stato vegetativo, per progettare una
soluzione organica rispetto al problema.
Il Centro di Servizi “Giuseppe
Sabbione” che accoglie questa sezione si trova in centro del piccolo
paese di Pederobba, in provincia di Treviso. Pederobba si trova in
zona decentrata rispetto al centro dell’U.L.S.S. n. 8, ma è
limitrofa alle province di Belluno e Vicenza. L’Ente Opere Pie
d’Onigo offre già servizi sia di tipo residenziale che diurno alla
popolazione di queste due Province.
Inoltre, ora si fa riferimento anche
alla D.G.R.V. 3632 del 13 dicembre 2002 “Criteri per la mobilità”,
la quale ha disciplinato i criteri per la mobilità nell’ambito della
residenzialità a favore delle persone non autosufficienti, nel cui
ambito rientrano i posti per pazienti in stato vegetativo. La
normativa quindi permette attualmente di soddisfare le richieste
delle famiglie di provenienza extraterritoriale.
PRESENTAZIONE DEL REPARTO
La realtà strutturale è tale da
permettere la creazione di un vero e proprio reparto per persone che
presentino severe alterazioni dello stato di coscienza: vi si trova
un blocco centrale costituito da un locale-guardiola-coordinamento,
un locale adibito a farmacia e presidi elettromedicali, un locale di
deposito per biancheria del letto pulita e materiale per
l’incontinenza. I posti letto da dedicare all’accoglienza di persone
in stato vegetativo permanente possono essere nel numero di
quattordici.
Intorno a questo blocco centrale si
snoda il corridoio, su cui si affacciano: le camere di degenza a due
letti, eccetto una, tutte con i servizi igienici interni.
Inoltre c’è un ampio salone, non
definibile sala da pranzo, questo locale si può prestare ad
accogliere le persone in grado di essere posizionate in poltrona o
carrozzina.
Il bagno attrezzato per l’igiene
completa della persona è provvisto degli accessori del caso.
Esistono un locale
di servizio per lavare le padelle, le storte, provvisto di latrina
e un locale per il deposito della biancheria sporca, dei rifiuti
urbani, dei rifiuti speciali, ecc.A nord si trova la cucinetta di
reparto, per la preparazione estemporanea di pappe, bevande, ecc.
Questo locale potrebbe essere destinato anche all’uso da parte dei
familiari per semplici preparazioni da consumare durante la
eventuale permanenza accanto al proprio congiunto.
Adiacente al reparto si apre un
immenso terrazzo, in questo luogo aperto e circondato dalla cornice
naturale pedemontana è possibile far uscire i signori degenti
accompagnati dal personale o dai familiari.
L’ASSISTENZA
L’assistenza a persone che versano in
così gravi condizioni verte su tre aspetti:
§
Assistenza di base,
come risposta a tutti i bisogni fisiologici dell’essere umano;
§
Assistenza sanitaria,
volta ad affrontare gli eventi critici ed assicurare un processo
riabilitativo adeguato alle esigenze personali;
§
Assistenza psicologica
rivolta sia al soggetto che ai familiari.
LE RISORSE UMANE DEDICATE
Numerose sono le figure professionali
che danno il loro contributo al fine di assistere al meglio le
persone ricoverate.
Ogni operatore lavora mettendo a
disposizione la sua professionalità, la quale va ad interagire con
quella dell’altro, in questo modo si produce un lavoro di gruppo
multidisciplinare e non una mera sequenza di atti e compiti.
Lo staff assistenziale comprende:
§
Il Medico è il
responsabile dell’assistenza sanitaria, prende atto quotidianamente
dei problemi sanitari che possono presentare i signori degenti, cura
e controlla i processi assistenziali in corso, prende contatti con i
vari specialisti che il caso richiede (provenienti dalla locale
U.l.s.s.), tiene il rapporto con i familiari, assicura una continua
forma di educazione sanitaria nei confronti del personale e dei
parenti, presenzia alle riunioni inerenti lo stato clinico dei
signori ospiti con relativa valutazione multidimensionale, i
programmi assistenziali e altre problematiche che possono
sopraggiungere, redige e aggiorna la documentazione relativa ad ogni
persona ricoverata.
§
Mensilmente ha luogo la
consulenza del fisiatra – neurologo del Centro gravi cerebrolesioni
dell’ospedale San Bortolo di Vicenza.
§
L’Infermiere, questi è
presente dalle ore 6.00 alle ore 22.00 di ogni giorno in doppio
turno (sono presenti due infermieri per turno), la notte è a carico
di un medico che fa la guardia attiva.
La funzione principale dell’infermiere è
quella dell’assistenza sanitaria:
identifica i bisogni e si organizza per
la soddisfazione di questi lavorando in équipe, con la quale redige
i Piani Terapeutici Riabilitativi per ogni singolo Ospite. E’ il
fulcro del passaggio delle consegne.
§
L’Operatore socio -
sanitario è una figura importantissima nell’équipe in quanto
partecipa all’identificazione dei bisogni della persona ricoverata.
E’ preposto all’assistenza di base: dall’igiene del corpo e
benessere fisico psichico e sociale alla cura e igiene
dell’ambiente. Riferisce qualsiasi alterazione dello stato di salute
dei signori Ospiti all’infermiere. E’ presente per tutte le 24 ore,
in particolare, di notte è responsabile della sorveglianza della
reparto: ha il compito- dovere di contattare/ sollecitare il medico
di guardia medica attiva nel caso in cui gli Ospiti si trovano in
uno stato di bisogno di tipo sanitario (dal rialzo termico
all’intervento d’urgenza medica). Inoltre garantiscono la corretta
postura sia in sedia che a letto così da evitare posizioni viziate
che possono aumentare la spasticità muscolare, come da indicazione
fisioterapica. Collabora nella stesura dei Piani Terapeutici
Riabilitativi.
§
Il Personale
riabilitativo è presente con le due figure: fisioterapista e
logopedista. Il fisioterapista prende in carico la persona da
assistere rifacendosi alla teoria solistica. Svolge attività di
educazione teorico-pratica presso il gruppo di operatori
socio-sanitari preposti al nucleo. La logopedista svolge una
funzione importante in quanto stimola il riflesso della
deglutizione, ma si occupa anche della stimolazione cognitiva
superiore. Entrambi partecipano alle Unità Operative Interne.
§
Lo psicologo è presente
3 giorni a settimana in struttura. All’interno di questa équipe
tiene rapporti con i famigliari, partecipa alle unità operative
interne.
§
L’educatrice collabora
con gli altri professionisti al progetto riabilitativo, con
particolare riguardo all’intrattenimento ludico e di coinvolgimento
in piccoli gruppi.
§
La persona responsabile
del nucleo è un’infermiera che garantisce la sua presenza sei giorni
su sette. Ella si occupa in parte di assistenza diretta per rendersi
conto personalmente delle condizioni dei Signori ospiti. Il suo
carnet principale comprende l’attenzione in senso lato alle risorse
umane e materiali, curando rispettivamente la turnazione dei
lavoratori, la supervisione delle attività, l’educazione sanitaria,
la formazione continua sua e del suo staff operativo, tenuta di
tutta la documentazione cartacea riguardante i degenti e il
personale; è responsabile di tutta la strumentazione a lei affidata,
dei presidi elettromedicali, degli ausili assegnati ai degenti, del
mantenimento in buono stato di tutto l’ambiente strutturale.
Mantiene rapporti con i familiari e fa da tramite tra questi e altri
professionisti.
§
L’assistente sociale
svolge attività di Segretariato Sociale prima e durante
l’inserimento della Persona nel nucleo specialistico. Mantiene i
rapporti da e con il territorio anche attraverso la partecipazione
all’Unità di Valutazione Multidimensionale. Partecipa alle Unità
Operative Interne per la presa in carico degli aspetti propri della
professione per l’elaborazione del Progetto personalizzato
multiprofessionale.
Due Tecnici ortopedici sono a
disposizione per la fornitura di ausili prescritti dal fisiatra e
per il buon mantenimento degli stessi.
LE AREE DI INTERVENTO PRINCIPALI
IN CUI IL REPARTO, TRAMITE LE RISORSE UMANE E MATERIALI DEDICATE, SI
ESPRIME RISPETTO AL SERVIZIO DESCRITTO
a)
Accoglienza delle persone in stato vegetativo,
b)
Ricostruzione della sua storia clinica,
c)
Osservazione della persona ricoverata,
d)
Interpretazione delle risposte da parte dei singoli pazienti,
e)
Studio ed elaborazione dei progetti terapeutici
riabilitativi,
f)
Attivazione operativa dell’assistenza,
g)
Studio e riscontro rispetto alle proposte.
a) L’accoglienza delle persone in
stato vegetativo è un evento speciale, e con questo si intende
che è speciale sia per la famiglia, sia per la persona interessata,
sia per il personale. E’ tempo di guardare alla persona in stato di
bisogno in modo "normale", egli è uno di noi, che sfortunatamente si
trova in determinate condizioni di gravità. Quindi è tempo di capire
che il reparto diventa la sua casa per un periodo abbastanza lungo
o, in caso contrario, continueremo a dispensare i soliti atti e
compiti di fredda assistenza che da sempre umiliano la persona e, a
volte, la sua famiglia. E’, l’accoglimento, un evento che va
preparato:
§ il primo contatto o
semplicemente la richiesta può arrivare all’Ente, presso l’Ufficio
servizio sociale, dalla famiglia, dal medico curante, da un reparto
ospedaliero o dall’organo preposto in modo specifico
all’inserimento, cioè la Unità Operativa Distrettuale;
§ si invitano i familiari o la persona di riferimento a visitare la
struttura di accoglienza e si spiega loro l’organizzazione
assistenziale. Si cerca di non creare false speranze, ma nello
stesso tempo si fa loro capire che si lavora con l’obiettivo di
mettere i pazienti nella condizione migliore affinché possano, se
possibile, recuperare in parte i parametri fisico-psichici. Per
agevolare l’eventuale recupero si chiedono la storia passata, sia
medica che di vita propria, i gusti, le preferenze e le abitudini;
§ l’équipe assistenziale si consulta e decide, in base all’anamnesi
raccolta dai familiari e alla documentazione pervenuta dalla unità
operativa distrettuale, quale posto letto assegnare al nuovo
Ospite. Non sempre è possibile adattare completamente l’ambiente,
però si cerca di coinvolgere i famigliari affinché, almeno nel primo
periodo di ricovero, il loro congiunto si senta il più possibile a
suo agio.
b) La comprensione della
componente famigliare è un aspetto di spicco, senza il loro
favore il nostro lavoro non ha riscontro. Se i famigliari sono nella
nostra lunghezza d’onda ne risulta una sinergia che contribuisce a
facilitare un eventuale recupero.
Nel primo periodo i famigliari stessi
sono diffidenti e timorosi verso l’ambiente e verso le persone
“nuove” con cui vengono a contatto. E’ nostro dovere farli sentire
sicuri che il loro caro è “in buone mani”.
Devono essere sempre informati sulle
condizioni e su ciò che l’équipe ha in progetto per il benessere
dell’Ospite, per questo oltre alle consuete unità operativa interna
di nucleo si organizzano incontri specifici con i componenti della
famiglia. I professionisti che partecipano a questi incontri sono:
il medico di base, lo psicologo, il fisioterapista, un operatore
socio - sanitario, un infermiere, la responsabile del nucleo e altre
figure professionali al bisogno. In questa sede si da’ l’opportunità
ai congiunti di chiedere informazioni, di chiarire dubbi ed
eventualmente manifestare curiosità.
Dopo un primo periodo di
comprensibile diffidenza, i familiari cambiano atteggiamento nei
confronti dello staff assistenziale. A questo punto si può pensare
di avere il familiare come alleato per perseguire gli obiettivi
stabiliti.
Un rapporto privilegiato con i
familiari è quello che cura lo psicologo, il quale si adopera,
all’ingresso (primo colloquio-incontro), per raccogliere le
informazioni necessarie ad avere un quadro sia della persona, sia
del contesto familiare, per poi programmare degli incontri a
scadenza fissa con i familiari stessi. Tali incontri hanno il
compito sia di sostenere e monitorare la tenuta psicologica della
famiglia, sia di motivarne quindi l’adesione ai progetti
assistenziali e riabilitativi eventuali. Ove se ne creassero le
condizioni è possibile prospettare la formazione di un gruppo di
auto-aiuto per i familiari degli ospiti in stato vegetativo, dove lo
psicologo parteciperebbe in qualità di facilitatore della
comunicazione.
L’assistente sociale valuta le
problematiche economiche e sociali che la situazione del paziente
implica al nucleo familiare. Inoltre svolge attività di segretariato
sociale e aggiorna i familiari sulle possibilità di usufruire di
servizi eventuali offerti dal Sistema Sanitario Nazionale.
c) Il primo periodo di ricovero è
imperniato sull’osservazione della persona.
Questo periodo è fondamentale per la
conoscenza del paziente che verte ai parametri fisici, psichici ed
eventualmente emotivo relazionali; durante i 15-30 giorni dedicati
all’osservazione il gruppo assistenziale accomuna tutti i dati
raccolti. Tutto ciò serve per capire da quale punto partire e in
quale direzione andare.
Per questo motivo una delle prime
cose da fare è chiedere la “storia vissuta della persona, sia
recente, sia remota”.
d) Lo studio e
l’elaborazione dei progetti terapeutico-riabilitativi (denominato
anche P.A.I.) si possono scindere in due momenti. Lo studio si rifà
strettamente al periodo di osservazione e permette di riflettere
sulle informazioni e i dati raccolti. Le prime unità operative
interne sono basate sulla compilazione di schede specifiche:
§
scheda informativa
anagrafico-anamnestica,
§
scala comprensiva del
livello di coscienza,
§
scheda di monitoraggio
quotidiano rispetto ai parametri vitali,
§
coma/near coma scale,
§
consegna-rapporto di
inizio e fine turno,
§
creazione di protocolli
operativi per uniformare le attività assistenziali rivolte al
singolo paziente.
L’elaborazione del progetto
terapeutico-riabilitativo inizia a prendere corpo dopo circa 15
giorni. A questo punto nella periodica u.o.i. si abbozza un lavoro
che prende in considerazione tutti i dati raccolti attraverso le
varie schede, nonché le osservazioni dirette riferite da ciascun
operatore, si parla infatti di nursing allargato. Il progetto viene
documentato e tramite i rappresentanti delle varie figure
professionali componenti la u.o.i., viene portato a conoscenza di
tutti gli operatori. Le decisioni e le scelte prese in seno alla
u.o.i. non devono essere disattese, in quanto potrebbero risultare
inattendibili eventuali risposte della persona assistita.
e) L’attivazione dell’assistenza
in forma personalizzata inizia dalla u.o.i. in poi.
I protocolli
precedentemente creati per realizzare tecniche operative mirate e
basate sulle evidenze scientifiche trovano prosecuzione nella
elaborazione delle procedure terapeutiche.
La persona
ricoverata riceve nell’arco della giornata:
da parte dell’o.s.s.:
§
igiene e cura
dell’ambiente e dell’unità di degenza;
§
igiene della persona
accurata, parziale due volte al dì e completa al bisogno (8 giorni
circa);
§
igiene e cura del cavo
orale, delle narici e delle orecchie;
§
cura della persona con
taglio periodico dei capelli, manicure, pedicure, rasatura della
barba e peli superflui;
§
mobilizzazione in sedia
e a letto;
da parte dell’infermiere:
§
somministrazione della
terapia, compresa la nutrizione enterale;
§
rilevazione dei
parametri vitali e valutazione dello stato clinico;
§
collaborazione con il
medico per la visita e l’aggiornamento della terapia e richiesta di
consulenze specialistiche, ecc.;
§
il rinnovo delle
medicazioni;
§
controllo della diuresi
e dell’alvo;
§
igiene e cura del cavo
orale;
§
gestione delle p.e.g.,
dei s.n.g. e delle tracheostomie;
§
gestione dei cateteri
vescicali e sostituzione periodica;
§
aspirazione
endotracheale e mobilizzazione mirata alla buona ventilazione
polmonare;
§
mobilizzazione dei
pazienti e supervisione di questa;
§
gestione dei farmaci:
ordinazioni, conservazione, ecc.;
§
gestione delle risorse
materiali;
§
gestione del personale;
da parte del medico:
§
controllo dello stato
clinico;
§
aggiornamento della
terapia;
§
richiesta di
consulenze,
§
assistenza medica
notturna;
da parte del fisioterapista:
§
controllo posture;
§
mobilizzazione attiva e
passiva;
§
micromassaggi;
§
uso di tecniche per la
respirazione;
§
linfodrenaggi;
§
attività educative nei
confronti dei collaboratori o.s.s. e infermieri;
da parte della logopedista:
§
rieducazione alla
deglutizione;
§
stimolazione orale e
oro-facciale;
da parte dell’Educatrice:
visione di filmati;
attività in piccoli gruppi;
attività ludiche;
da parte dello psicologo:
§
attenzione alla
comprensione del messaggio verbale;
§
individuazione di una
possibile modalità di risposta;
§
stimolazione delle
risposte emozionali in situazioni rilevanti;
§
rinforzo della
resistenza o la facilitazione rispetto ad operazioni condotte sui
pazienti;
§
stimolazione dello
stato di vigilanza;
da parte del responsabile di
nucleo:
§
presa visione delle
situazione generale del nucleo;
§
giro della visita
medica;
§
dà istruzioni del caso
ai collaboratori;
§
aggiornamento delle le
terapie;
§
gestione delle risorse
umane e materiali;
§
gestione della
documentazione del personale e dei pazienti;
§
collaborazione alla
gestione della sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro;
§
gestione dei rapporti
con gli altri servizi.
f) L’interpretazione delle
risposte dei singoli pazienti è il frutto di un lavoro
congiunto, svolto a livello di gruppo multidisciplinare.
Occorre interpretare le risposte
neurovegetative come indice della validità qualitativa e
quantitativa delle proposte terapeutico-riabilitative, per questi
aspetti le riunioni sono fondamentali nel confronto fra gli
operatori sui segni individuati da ciascuno, in momenti diversi e
per modalità di interazione diverse, sui pazienti.
Le risposte del sistema
neurovegetativo sono un indice importante delle reazioni del
soggetto essendo escluse altre vie comunicative come quella verbale,
gestuale e mimica. Variazioni del tono muscolare, della sudorazione,
del ritmo cardiaco e respiratorio sono alcuni degli elementi, che la
persona preposta all’assistenza in un contatto costante e continuo
con il paziente può “leggere”.
PERSONALE DELL’ AMBITO
RIABILITATIVO PREPOSTO ALLA SEZIONE S.V.
E’ vero che la
presa in carico di un paziente in condizioni di incoscienza prevede
necessariamente un nursing allargato, ma una grossa parte di lavoro
è a carico del personale della riabilitazione. Non si deve mai
dimenticare che tutta l’assistenza erogata a questi soggetti ha
valenza riabilitativa, dipende dalle modalità di approccio,
dall’osservazione, “dal cuore che l’operatore ci mette “. L’Ente
Opere Pie d’Onigo intende comunque potenziare l’ambito
riabilitativo, il quale, lungi dall’essere essere inteso come la
classica seduta di fisioterapia, mira a riuscire a portare e
mantenere il paziente nelle condizioni ottimali perché possa, se gli
riesce, far emergere anche la pur minima responsività.
I nostri Professionisti si occupano:
§
dell’area della
sensibilità e della sensorialità, per favorire ove possibile la
capacità di percepire gli stimoli;
§
dell’area motoria, si
mira al mantenimento dell’escursione articolare, alla
normalizzazione del tono muscolare, al mantenimento di posture
corrette, alla riduzione dell’agitazione motoria e della motilità
stereotipata;
§
dell’area
cardio-circolatoria e respiratoria, per prevenire danni cutanei,
alterazioni del trofismo osseo e trombosi, per la prevenzione e la
riduzione degli edemi, per mantenere la capacità di adeguamento
della pressione arteriosa alle variazioni di postura;
§
dell’area
dell’alimentazione e della motricità orale, mirando a ripristinare
la motilità residua orale, a ridurre i riflessi anormali e la
iper-sensibilità orale, allo svezzamento dal sondino naso-gastrico
quando possibile;
§
dell’area della
comunicazione, con stimolazioni dello stato di vigilanza.
Le modalità operative:
Gli obiettivi proposti si possono
raggiungere attraverso la valorizzazione di tutte le figure
professionali che entrano in contatto con il paziente ed il
coinvolgimento dei familiari.
Compito dell’operatore della
riabilitazione, oltre alle attività svolte direttamente con il
paziente, sarà quello di trasferire ai collaboratori tutte le
informazioni e gli strumenti che permettono nell’arco della giornata
e nella quotidianità delle funzioni da svolgere di porre attenzione
ai vari stimoli che direttamente ed indirettamente vengono trasmessi
al paziente.
Le modalità si possono così definire:
§
per l’area della
sensibilità e della sensorialità, le stimolazioni di questo tipo si
possono articolare in stimolazioni sensoriali tattili (caldo/freddo,
asciutto/bagnato, liscio/ruvido, ecc.), acustiche (voci, radio,
musica), visive (immagini, video), olfattive e gustative (cibi e
sapori salati, dolci, amari e acidi);
§
per l’area motoria, i
pazienti devono essere mobilizzati passivamente, vanno sottoposti a
cambi posturali con cura e attenzione ad orari resi sistematici
dall’organizzazione assistenziale; si passa dalla posizione sdraiata
a quella seduta sul letto a quella sulla carrozzina alla posizione
eretta per mezzo dell’utilizzo di un stabilizzatore; ciò al fine di
evitare lesioni da decubito, ma anche per mantenere una minima
flessibilità articolatoria; sono previste anche posture contenitive;
§
per l’area
cardio-circolatoria e respiratoria si osservano cambi di postura
frequenti associati a manovre di drenaggio e respirazione assistita
precedute da inalazioni tramite aerosol con soluzione fisiologica
per ammorbidire le secrezioni da rimuovere; inoltre è prevista
l’umidificazione dell’ambiente;
§
si devono favorire
posizioni drenanti soprattutto alle parti distali del corpo;
§
per l’area
dell’alimentazione e della motricità orale i pazienti devono essere
coinvolti nella stimolazione orale e da una particolare attenzione
di tutto ciò che concerne il momento di nutrizione;
§
per l’area della
coscienza e della comunicazione il lavoro principale è a carico
dello psicologo,della logopedista e dell’educatrice, i quali si
avvalgono anche della collaborazione del resto del personale.
LA FORMAZIONE DEL PERSONALE
E’ un capitolo importante, perché
previene il burn - out e qualifica il servizio offerto.
I momenti di formazione in gruppi
eterogenei si possono distinguere e presso il nostro Ente si
concretizzano in:
§
incontri di tipo
seminariale svolti all’interno della struttura per acquisire
nozioni, formare gruppi di discussione, sviluppare modalità
organizzative;
§
realizzazione di
convegni sulla gestione del paziente in stato vegetativo permanente;
§
visite presso altri
centri nazionali dove si realizzano servizi di assistenza per malati
in stato vegetativo o in stato di salute particolarmente grave, ne
consegue un confronto con realtà simili e diverse, ma ugualmente
problematiche e da parte degli operatori aumentano le conoscenze e
il senso di appartenenza al gruppo;
§
istituzione di gruppi
di lavoro inter – istituzionali, per scambio di esperienze
professionali, aggiornamenti;
§
partecipazione di
singoli operatori in centri specifici o presso formatori
specializzati per la valutazione di tecniche, acquisizione di nuove
metodiche, stage.
SUPPORTO ALLE
FAMIGLIE
Oltre a quanto in precedenza detto
rispetto ai familiari, ovvero gli incontri con il personale di
assistenza, la disponibilità da parte del servizio sociale dell’Ente
per qualsiasi evenienza, le Opere Pie d’Onigo mettono a disposizione
della famiglia dei locali per alloggio. Si tratta di appartamenti
ubicati a 50 metri dal Centro servizi “Giuseppe Sabbione”. In questi
appartamenti è possibile per i familiari trovare alloggio e cucinare
il vitto, nello stesso tempo possono rimanere vicino al loro caro.
E’ disponibile anche un mezzo attrezzato (auto Doblò) per il
trasporto degli Ospiti residenti al fine di favorire rientri in
famiglia, percorsi agevolati per accertamenti sanitari, ecc. Il
mezzo può essere guidato dai familiari.
Pederobba, 14 luglio
2010.
Il Presidente
Albino Bistacco
Pubblicata sul sito dell'Ente in data 09 settembre 2010

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